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Inkdome

In un recente scambio di mail con una delle persone più geniali e creative che io abbia conosciuto negli ultimi tempi – e di cui vi parlerò tra pochissimo, ve lo prometto – mi è stato chiesto se avessi mai scritto un articolo sui tatuaggi. Ho necessariamente dovuto rispondere che no, non mi era mai capitato, ma la domanda era piuttosto perchè. Perchè non ho mai condiviso con voi una delle mie più grandi passioni, perchè non sapete nulla su quello che è impresso sulla mia pelle, perchè non ho mai deciso di raccontare cosa ho scelto di trasformare in inchiostro. Le risposte sono tante, ma ammetto di essere estremamente possessiva nei confronti dei miei tatuaggi, non mi piace mostrarli a chiunque, e in inverno mi sento  sollevata al pensiero che per qualche mese quelle piccole opere d’arte saranno mie e basta. Per un breve periodo posso infatti evitare le solite domande.

Ti ha fatto male, quanto hai pagato, cosa significa, ma se poi ti penti, ma come trovi lavoro in queste condizioni, ma perchè non li fai dove non li vedi mai, ma poi ci hai pensato che invecchi e la pelle cade, ma si possono cancellare, ma ti verrà un tumore della pelle.

Sono lecite, lo so, e il più delle volte rispondo anche con estrema calma, gentilezza ed imperturbabilità, ma la domanda più bella di tutte, quella che mi riempie d’orgoglio, quella a cui non mi stancherò mai di rispondere è devi dirmi assolutamente dove lo hai fatto.

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Sulla scia di questa melodiosa e soave domanda nasce Inkdome.com, una piattaforma online che desidera gettare un ponte tra domanda e risposta, tra cliente e tatuatore, tra una richiesta artistica e una creazione artistica. Lo scopo del sito è proprio quello di aiutare gli utenti nella loro ricerca del tatuatore che meglio saprà realizzare le loro idee, dando vita e forma al loro tatuaggio ideale.

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Quando ho conosciuto Inkdome – molto prima di entrare fortuitamente in contatto con i fondatori Eric Larsen, Alessandro Cordova, Emanuele Torelli e Giampiero Anzisi – sono rimasta affascinata dalle attenzioni che i creatori riservavano non soltanto agli utenti, ma anche ai tatuatori. Quello che si tenta di realizzare è un momento di comunione perfetta tra la persona che porta con sé le sue idee e il suo pensiero su quel che desidera e il tatuatore che offre la propria esperienza e il proprio talento. La speranza è che lo stile incontri lo stile, e che da una parte il cliente esca dallo studio soddisfatto del proprio tatuaggio e dall’altra il tatuatore abbia realizzato un disegno in linea con il suo stile e con ciò che ama disegnare. Il funzionamento della piattaforma è semplice ed intuitivo. Il cliente compila un form rispondendo a semplici domande circa l’idea che ha maturato riguardo il proprio tatuaggio, la località o la zona all’interno della quale preferirebbe tatuarsi, il budget a disposizione e dei brevi dati personali. Ad accogliere la domanda saranno gli esperti del tatuaggio, con cui poter chattare per trovare risposte a dubbi e curiosità, cercando insieme lo studio di tatuaggi che possa realizzare i desideri del cliente. Una sorta di lampada di Aladino da cui forse non uscirà un genio, ma un artista dotato di guanti e macchinetta.

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Con Inkdome non è possibile prenotare tatuaggi, ma promuovere un incontro vero e proprio tra utente e tatuatore, stabilire un contatto e creare un rapporto di fiducia, lasciando libero l’utente di prenotare il proprio tatuaggio o cercare un nuovo studio.

La novità rispetto ai siti vetrina dove lo studio che paga di più avrà accesso a maggiore visibilità e maggiori contatti – e vi assicuro che di siti simili ce ne son tantissimi – sta proprio nella creazione di una fitta rete di appassionati, che offriranno consigli sulla base della loro personale esperienza.

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5 thoughts on “Inkdome

      1. La verità è che li ho fatti in anestesia totale, soprattutto quello che arriva sull’inguine, cioè, lì mi hanno fatto una puntura nella vagina, e comunque non significano niente, davvero, li ho fatti perchè mi hanno detto che vanno di moda quindi bò, li hanno tutti scusa, perchè non li dovevo fare, poi che significa, quando sarò vecchia non lo so, ora ho 25 anni e secondo te posso pensare a quando sarò vecchia, non so nemmeno a che ora mi sveglio domani mattina.

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